differenza tra Sushi e Sashimi

Qual è la differenza tra sushi e sashimi? Consigli per i neofiti della cucina giapponese

La cucina giapponese grazie ai tanti ristoranti che si sono aperti nell’ultimo periodo sta davvero spopolando anche in Italia! C’è però chi non ha ancora dimestichezza con tutti i nomi e non è insolito trovare chi si chiede quale sia la differenza tra Sushi e Sashimi.

I due termini che possono a prima vista suonare simili all’udito in realtà rappresentano due piatti molto differenti l’uno dall’altro. Per chi ama la cucina giapponese sicuramente sia il sushi sia il Sashimi sono da gustare almeno una volta nella vita, ma cosa li distingue tra loro e sopratutto come evitare di ordinare il piatto sbagliato?

Infatti, chi si avvicina per la prima volta alla cucina giapponese o si dirige in un ristorante giapponese per provare le prelibatezza di questa cultura culinaria, potrebbe sbagliare ad ordinare il piatto che invece desiderava, e confondersi ad esempio proprio tra il Sushi e il Sashimi!

Ma qual è la differenza tra sushi e sashimi? Scopriamola insieme!

Differenza tra Sushi e Sashimi: due piatti gustosi della cucina giapponese

Se sei un neofita della cucina giapponese e ti stai chiedendo la differenza tra Sushi e Sashimi devi sapere che questi due piatti sono davvero distanti l’uno dall’altro, anche se entrambi gustosi.

differenza tra sushi e sashimi

Sushi

Il Sushi è la famosa preparazione a base di riso, alga nori, verdure e pesce crudo o persino cotto. Il Sushi si presenta come un rotolino di riso, che poi viene tagliato e servito agli ospiti. Esistono varie tipologie di sushi, ma ne parleremo un’altra volta. Infine, il sushi si dovrebbe gustare con le mani e non con le bacchette, questo di solito s’intinge nella salsa di soia e poi si mangia in un sol boccone.

differenza tra sushi e sashimi

Sashimi

Il Sashimi a differenza del sushi, non prevede del riso nella sua preparazione, anzi questo piatto nello specifico presenta un unico ingrediente: il pesce, i molluschi, o la carne rigorosamente crudi. Il taglio del Sashimi prevede delle fettine di pesce crudo, molluschi o carne sottilissime, che dovrebbero essere tra i 5 e gli 8 mm. Naturalmente, la preparazione di Sashimi più famosa è quella a base di pesce crudo, che viene servito senza l’aggiunta di spezie o alghe, ma semplicemente disposto su un piatto e pronto da intingere nella salsa di soia. Il Sashimi dunque è un piatto per veri temerari, o comunque per gli amanti del crudo che sia di pesce o di carne. Infatti, non è insolito trovare ad esempio dell’ottimo Sashimi di Manzo. A differenza del Sushi, il Sashimi si mangia con le bacchette, quindi si prende una fettina, la s’intinge nella salsa di soia o si abbina al wasabi o allo zenzero (se lo si desidera) e così è pronto per essere gustato.

Meglio il Sushi o il Sashimi?

Ora che abbiamo visto la differenza tra il Sushi o il Sashimi è possibile che vi stiate chiedendo quale sia il migliore da gustare tra i due. Io li consiglio entrambi! Non solo, il mio suggerimento è quello di mangiare quello che vi stimola di più la vista e l’appetito. In ogni caso, dal punto di vista nutrizionale il Sashimi è sicuramente migliore del Sushi. Infatti, il Sashimi essendo servito completamente crudo, fa si che la carne o il pesce conservino tutte le loro proprietà benefiche.

Il Sushi, certo anche questo contiene per la maggiore pesce crudo, ma innanzi tutto la presenza del pesce all’interno del Sushi è limitata e poi questo è accompagnato dal riso, che è si nutriente ma anche calorico. Dal punto di vista delle calorie, infatti il Sushi è molto più ricco rispetto al Sashimi. Infine, naturalmente c’è una differenza di prezzo tra i due piatti! Il Sashimi nei ristoranti giapponesi costa molto di più rispetto al Sushi!

spaghetti allo scoglio

Spaghetti allo scoglio: ingredienti e preparazione di un classico italiano

Gli spaghetti allo scoglio sono un primo piatto che fa sognare gli italiani, dal nord al sud .

Un piatto a base di spaghetti, frutti di mare, molluschi…solo il pensiero di assaporare questo gustoso piatto e subito la nostra mente lo associa a splendide spiagge bianche modellate dal vento, mare cristallino, voglia di estate….

Gli spaghetti allo scoglio, non sono solo un gustosissimo piatto estivo ma è soprattutto un piatto molto apprezzato anche per la cena della Vigilia di Natale. Natale è tradizione, quindi sulle nostre tavole non possono mancare i piatti che la rimarcano.

Tradizione significa famiglia, calore, e questa vuole che la Vigilia di Natale si mangi pesce. Per cui un piatto di spaghetti allo scoglio potrebbe essere una buona idea per questo periodo.

Non abbiate paura se non avete dimestichezza con il pesce, gli spaghetti allo scoglio sono una ricetta semplice e saporita, oltre che facile da realizzare.

Bisogna avere solo un po’ di pazienza e tempo a disposizione per pulire cozze e vongole, ma i passaggi per realizzare questo grande piatto della cucina italiana vedrai che sono abbastanza semplici. 

Spaghetti allo scoglio: ingredienti per quattro persone

Per preparare gli spaghetti allo scoglio, servono specifici ingredienti questi sono:

  • 320 grammi di spaghetti
  • 400 grammi di vongole
  • 500 grammi di cozze
  • 250 grammi di calamari puliti
  • 150 grammi di gamberi sgusciati
  • 4 scampi
  • 2 pomodori maturi o pelati in scatola 
  • olio di oliva, aglio, prezzemolo, peperoncino (facoltativo), vino bianco.

Spaghetti allo scoglio: procedimento

Ora che hai acquistato tutti gli ingredienti, per realizzare gli spaghetti allo scoglio devi seguire il procedimento passo dopo passo:

1-Prendi le vongole, già spurgate dalla sabbia, oppure mettile in acqua per qualche ora, lavale e spazzolale per bene, fai lo stesso con le cozze.

2-Prendi una padella aggiungi un cucchiaio di olio di oliva e uno spicchio di aglio schiacciato e un rametto di prezzemolo e metti la padella  sul fuoco. Quando l’aglio comincia ad imbiondire aggiungi le vongole, metti il coperchio e falle aprire a fiamma vivace. Una volta aperte, togli qualche frutto dal guscio,  filtra l’acqua di cottura con una garza sterile e metti il tutto da parte.

3-Esegui lo stesso procedimento con le cozze.

4-Prendi una padella, aggiungi uno spicchio di aglio schiacciato e il peperoncino (facoltativo), una volta che l’aglio è imbiondito toglilo, aggiungi gli scampi e i calamari, falli rosolare un po’, sfuma con il vino bianco e aggiungi i pomodori tagliati a tocchetti e privati dalla buccia e dai semi (oppure schiacciati se utilizzi i pelati).

5-Fai cuocere il tutto per alcuni minuti, prima di spegnere, aggiungi i gamberi precedentemente sgusciati.

6-Prendi una pentola aggiungi l’acqua e il sale e porta il tutto a bollore, cuocendo gli spaghetti molto al dente.

7-Una volta cotti, scolali bene e unisci il tutto alla salsa, aggiungi i molluschi con un po’ della loro acqua di cottura e ultima la cottura degli spaghetti.

8-Infine, metti uno scampo al centro di ogni piatto, cospargi con il prezzemolo tritato e servi a tavola.

Buon appetito!!

Pasta con le sarde al forno

Pasta con le sarde al forno: la ricetta di un delizioso piatto siciliano

La sardina o sarda, generalmente bistrattata dalle tavole della cucina italiana, è un pesce azzurro dalle carni saporite, gustose, ricche di omega tre. Il suo sapore cambia a seconda del mare dove vengono pescate, prestandosi a numerose ricette regionali.

Le sardine possono essere cucinate alla griglia, fritte, in salamoia, in tortiera ecc…molte sono le ricette che le vedono protagoniste.

Una delle ricette più famose è la pasta con le sarde al forno. Bandiera della grande cucina siciliana, in particolare della parte occidentale, specialmente della città di Palermo, è un piatto dal sapore ricco e deciso.

La pasta con le sarde o, come direbbero in siciliano, la pasta chi sardi, è un primo piatto tradizionale della cucina mediterranea, molte sono le varianti, piene di particolari, infatti questo tipico piatto interpretato in molti modi, genera varie discussioni sull’uso o meno di alcuni ingredienti.

Gli argomenti più dibattuti sono: “l’utilizzo o meno della finocchiella coltivata, i pinoli più o meno fatti imbiondire, l’uvetta sultanina con o senza semi”.

Di una cosa siamo sicuri, in qualsiasi modo vengono utilizzati gli ingredienti, la pasta con le sarde, è un piatto da preparare.

Tra i tanti modi di realizzare questo piatto uno dei più celebri è la pasta con le sarde al forno.

Pasta con le sarde al forno: ingredienti

Per preparare la pasta con le sarde al forno, servono specifici ingredienti questi sono:

  • 400 grammi di bucatini
  • 400 grammi di sarde
  • 400 grammi di finocchiella selvatica o coltivata
  • 2 acciughe salate
  • 2 dl di olio di oliva
  • 1 cipolla
  • una manciata di uva passa e una di pinoli
  • zafferano, sale, farina, burro, pangrattato q.b.

Pasta con le sarde al forno: procedimento

La pasta con le sarde è un piatto davvero delizioso e per prepararlo basta seguire sei semplici passi, quindi non aspettare e sei hai acquistato tutti gli ingredienti non ti resta che seguire il procedimento per preparare la pasta con le sarde al forno: 

  1. Prendi un tegame, versa 60 gr. di olio di oliva e la cipolla tritata. Quando la cipolla appassisce versa la polpa di acciughe bel lavate e dissalate, una volta disciolte aggiungete l’uvetta e i pinoli, e metti da parte il composto.
  2. Ora prendi la finocchiella mondala e cuocila in abbondante acqua salata. Una volta lessata, toglila dall’acqua di cottura (da conservare).
  3. Prendi le sarde, precedentemente private della testa, della coda e delle spine, aprile a libro, infarinale e friggile nell’olio in cui avrete aggiunto un pizzico di zafferano.
  4. Prendi l’acqua, dove hai lessato la finocchiella, portala a bollore salala e cuoci la pasta, al dente.
  5. Scola la pasta in una zuppiera, unisci prima la salsa, poi la finocchiella ed infine le sarde fritte, delicatamente in modo che non si sfaldino.
  6. Prendi una pirofila, imburrala e disponi la pasta mescolata agli ingredienti, spolvera con il pangrattato e metti in forno già caldo per 5 minuti.
baccalà in pastella

Baccalà fritto in pastella ricetta: un piatto per le festività natalizie

Il baccalà è un pesce amato dagli italiani. Una volta considerato piatto povero, oggi, oltre ad essere entrato a fare parte integrante delle cucine regionali, ognuna con una propria ricetta, è perfetto per moltissime occasioni.

Il baccalà è un pesce pregiato, ricco di proteine e di sali minerali, si conserva a lungo e ha numerosi effetti benefici sull’intero organismo per cui il consumo è ampiamente consigliato, soprattutto a chi aspira a perdere peso o mantenerlo.

Il baccalà è sicuramente un alimento pregiato per le sue proprietà nutritive, per la cena della vigilia di Natale, io preferisco il baccalà fritto in pastella.

Il baccalà fritto in pastella viene preparato è mangiato in tutti i periodi dell’anno, ed è presente in tutti i menù delle nostre cucine tradizionali. In moltissime regioni, soprattutto quelle meridionali, il baccalà fritto in pastella è un piatto immancabile della Vigilia di Natale, un piatto semplice, veloce da cucinare, legato alla tradizione e da gustare con tutta la gioia della buona tavola.

Per la realizzazione di questo semplice, gustoso e sfizioso piatto è necessaria la parte più morbida e carnosa del baccalà, già tenuta a bagno per almeno tre giorni in modo da dissalarlo e ammorbidirlo.

Il baccalà nel menù natalizio può essere preparato in tanti modi, la ricetta che vi proponiamo è il baccalà fritto in pastella.

Baccalà Fritto in pastella: ingredienti

Per preparare un buon baccalà fritto in pastella, gli ingredienti sono:

  • 1 kg di baccalà ammollato e dissalato
  • 200 grammi di farina
  • 1  uovo
  • 1 rosso d’uovo
  • 1 cucchiaino di lievito di birra
  • vino bianco secco
  • olio di oliva

Baccalà Fritto: preparazione

Per preparare il Baccalà basta seguire dei semplici passaggi:

1-Prendi il baccalà precedentemente ammollato, puliscilo bene e togli la pelle e le lische.

2-Taglia il baccalà a pezzetti lunghi una decina di centimetri e larghi la metà.

3-Prepara la pastella mescolando la farina con l’uovo ed il rosso d’uovo precedentemente sbattuti insieme, aggiungi il lievito di birra sciolto in un poco di vino bianco e due cucchiai di olio di oliva.

4-Lavora delicatamente l’impasto perché diventi omogeneo e scorrevole, se necessario aggiungi ancora del vino bianco misto ad acqua, nel caso ti accorgi che l’impasto diventa duro.

5-Lascia lievitare l’impasto per qualche ora in ambiente tiepido.

6-Una volta lievitato, scalda in una padella l’olio d’oliva abbondante, finché diventa bollente.

7-Adesso prendi ad uno ad uno i pezzi di baccalà, tuffali nella pastella e friggili finché non diventano croccanti e dorati.

Il consiglio: se necessario aggiungete, una volta fritto, un pizzico di sale, e per un tocco di sapore in più puoi assaporare questo piatto sfizioso con una spruzzata di limone

 

Baccalà alla Vicentina

Baccalà alla vicentina ricetta, ingredienti e preparazione

Storie uniche, antiche e affascinanti sono quelle che si nascondono dietro a due prodotti di eccellenza, lo stoccafisso e il baccalà. Questi due ingredienti, altro non sono che merluzzo.

Il merluzzo, è un pesce prevalentemente pescato nei mari del nord e, si trasforma in stoccafisso o baccalà grazie a metodi di conservazione diversi. In un modo o nell’altro,  sono comunque due ingredienti importanti della tradizione culinaria italiana, ma non solo.

Se il baccalà, non essendo strettamente legato a condizioni climatiche, perché conservato mediante salatura, può venire prodotto in diverse zone d’Europa e in diversi momenti dell’anno, lo stoccafisso è un prodotto con una ben precisa identificazione geografica, tanto da fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata.

La legenda vuole che sia stato un commerciante veneziano a introdurre lo stoccafisso sulle tavole della cucina italiana. Gustoso e versatile, lo stoccafisso è un piatto diffuso nella cucina veneta e viene proposto in vari contesti, dalle cene semplici a quelle più ricercate. Si dice baccalà e si usa lo stoccafisso.

Per la semplice ragione che un tempo i veneti conoscevano solo lo stoccafisso, e lo confusero, appunto con il baccalà. Le ricette con lo stoccafisso sono tramandate di generazione in generazione e quasi ogni famiglia utilizza una o più piccole varianti.

Noi vi proponiamo la ricetta del baccalà alla vicentina.

Baccalà alla Vicentina: ingredienti

Scopriamo adesso insieme quali sono i principali ingredienti della Baccalà alla Vicentina:

  • 1 kg di stoccafisso
  • 500 grammi di cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 acciughe
  • mezzo lt di latte
  • 160 grammi di olio di oliva
  • prezzemolo, farina, parmigiano grattugiato.

Baccalà alla Vicentina: preparazione

Per la preparazione di questo piatto, il primo ingrediente da utilizzare è la pazienza. Infatti lo stoccafisso essendo per sua natura durissimo, una specie di bastone, per poterlo utilizzare è necessario metterlo a bagno in abbondante acqua fredda per almeno sette giorni sostituendola due volte al giorno, mattina e sera.

Una volta ammollato potrai iniziare la preparazione del baccalà alla vicentina: 

  • Prepara un soffritto con metà dell’olio, la cipolla tritata e gli spicchi d’aglio
  • Quando l’aglio diventa biondo, impiega un pesto di polpa di acciughe diliscate e dissalate, con una manciata di prezzemolo; si lascia legare il tutto, rimestando con un mestolo.
  • Adesso prendi lo stoccafisso già ammollato ed aprilo per il lungo.
  • Prendi una metà, spargi di farina e parmigiano e metà della salsina, fai così anche con l’altra metà.
  • Adesso condisci, rimetti insieme le due metà e tagliale a fette larghe cinque o sei centimetri.
  • Prendi le fette, composte da due parti riunite, passale ancora nella farina e formaggio grattugiato e disponi tutto a strati in un tegame.
  • Ora disponi sopra il resto della salsa, copri tutto con il latte e l’olio.
  • Cuoci a fuoco lento, ma continuo, per circa tre ore.

Lascialo riposare prima di gustarlo, infine puoi scegliere di servirlo con della polenta tradizionale o arrosto.

Baccalà

Come ammollare il baccalà e dissalarlo completamente?

Sta arrivando il periodo natalizio! Quindi ti stai sicuramente chiedendo come ammollare il baccalà e dissalarlo completamente, per realizzare i tuoi piatti a base di baccalà durante il periodo di Natale!

Prima di spiegarti come ammollare il baccalà, ecco alcune informazioni interessanti!

Il baccalà appartiene alla famiglia delle Gadidae o semplicemente a quella del merluzzo. Esistono molte varietà di merluzzo, la specie più comune dei nostri mari è il nasello, pesce un po’ insipido, ma di facile digestione.

Per la leggerezza delle sue carni è indicato ai bambini o ai convalescenti, specialmente se lesso e condito con olio e limone. Il baccalà è sicuramente uno degli alimenti entrato di diritto a far parte della tradizione di molte cucine popolari di tutto il mondo.

Scopri anche come preparare il Baccalà fritto in pastella>>

Il baccalà e lo stoccafisso sono prodotti molto apprezzati ed utilizzati nella cucina italiana, il periodo di maggior utilizzo è sicuramente quello Natalizio. Il merluzzo, generalmente utilizzato in Italia proviene dalle regioni artiche ed antartiche.

Per la diversa maniera di conservarlo, il merluzzo prende il nome di baccalà se avviene mediante la salatura o di stoccafisso se avviene attraverso l’essiccazione.

Come ammollare il baccalà e dissalarlo?

Per ammollare e dissalare il baccalà basta seguire una procedura davvero molto semplice. Il baccalà appena comprato per essere dissalato va immerso in abbondante acqua fredda, è necessario un periodo di ammollo, mediamente di due o tre giorni.

Il tempo dipende dallo spessore del baccalà, nel corso di questi comunque è necessario cambiare l’acqua almeno due volte al giorno, mattina e sera, per riuscire a dissalarlo.

L’immersione in acqua fredda, infatti, serve ad eliminare il sale in eccesso. Per essere sicuro che il prodotto sia pronto per la preparazione comunque, basta assaggiarne un pezzettino e controllare la sapidità.

Per lo stoccafisso invece è necessario un periodo di ammollo più lungo che dura circa una settimana, questo tempo serve a restituire ai tessuti del pesce l’originale consistenza, più morbida e spugnosa.

In Italia, tra le ricette della tradizione più conosciute troviamo il baccalà vicentina.

 

spaghetti alla carbonara

Spaghetti alla Carbonara ricetta, ingredienti e preparazione

Nonostante ancora oggi l’origine della ricetta sia difficile da attribuire, si deve riconoscere che gli spaghetti alla carbonara nel tempo sono diventati un piatto tipico della cucina romana conosciuto in tutto il mondo.

La mancata certezza della sua origine ha dato luogo con il tempo, grazie anche alla sua versatilità, a moltissime varianti nella preparazione di questo piatto. Non è un caso, infatti, che la pasta alla carbonara sia una delle ricette italiane più modificate al mondo, con una sola certezza, i tipi di pasta usati tradizionalmente per la sua realizzazione, gli spaghetti o i rigatoni.

Tra le moltissime varianti che possiamo trovare per realizzare questa ricetta c’è sicuramente la sostituzione del  pecorino con il parmigiano, l’uso di  entrambi, l’uso della panna, chi aggiunge la cipolla, anche se nella ricetta tradizionale non è compresa.

La tradizione infatti vuole che il nome di questo piatto sia da attribuire ai carbonari che, per sostenersi dal duro lavoro, avevano bisogno di piatti sostanziosi e dal sapore deciso.

La ricetta che vi proponiamo è tra le più fedeli alla tradizione di un piatto eccezionale.

Spaghetti alla Carbonara: ingredienti per 2 persone

Gli spaghetti alla Carbonara sono un piatto relativamente semplice da preparare. Gli ingredienti per realizzarlo prevedono:

  • 1 uovo per ogni commensale
  • 160 grammi di pasta (spaghetti)
  • 100 grammi di guanciale
  • 50 grammi di pecorino romano
  • sale
  • pepe

Spaghetti alla Carbonara: preparazione

La parte più importante per ottenere un buon spaghetto alla carbonara è la sua preparazione, quindi segui questi semplici passi per ottenere un piatto gustoso nel rispetto della ricetta tradizionale.

Per preparare gli spaghetti alla Carbonara: 

  1. Prendi il guanciale e con un coltello da cucina ben affilato tagliatelo prima a fettine, poi a dadini, fallo rosolare in una padella capiente per qualche minuto.
  2. In una ciotola a parte, sbatti energicamente le uova condite con un pizzico di sale e una macinata di pepe, fino a renderle liquide.
  3. Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata e scolateli al dente, versandoli direttamente nella pentola con il soffritto.
  4. Quando gli spaghetti si saranno ben amalgamati con il guanciale, toglili dal fuoco, mescolali e aggiungi le uova sbattute, il pecorino grattugiato e una generosa macinata di pepe. Mescolate velocemente il tutto, in modo che le uova non si cuociano ma formino una crema fluida. Infine, servi ai tuoi commensali.

Il consiglio: Se non trovi il guanciale puoi utilizzare della pancetta, per la rosolatura invece puoi aiutarti con un goccio di olio d’oliva.

pinot nero

Pinot Nero Altoatesino: caratteristiche, tonalità e abbinamenti

Quante volte è capitato di dover comprare una bottiglia di vino da condividere con gli amici durante una a cena. Nella maggior parte dei casi ci si affida al commesso, se si acquista presso una enoteca, ma se decidiamo di acquistare in un supermercato e non siamo degli esperti a cosa facciamo riferimento.

La maggior parte delle persone, infatti, non si intende  di vino e il più delle volte si lascia influenzare da aspetti che non hanno nulla a che vedere con la qualità del vino, come ad esempio il prezzo.

La domanda più frequente che ci facciamo quando si acquista una bottiglia di vino, soprattutto nei supermercati, è: “il vino sarà buono”? La maggior parte di noi, per ovviare alla mancanza di conoscenza, si sofferma sull’etichetta. Il consiglio che vi posso dare, se siete amanti del vino, e quello di provarne qualcuno prima di acquistare una bottiglia da condividere con gli amici.

La degustazione del vino non è un’arte. Per degustare propriamente un vino non occorre impiegare un metodo difficile, basta valutare l’intensità dei tre parametri organolettici che determinano la piacevolezza del suo sapore.

  1. La consistenza: l’insieme delle sostanze che costituiscono un vino, il colore, il profumo, il sapore ed un tatto denso e viscoso;
  2. L’equilibrio: un vino è equilibrato quando il suo sapore soddisfa la fondamentale equazione dell’equilibrio gustativo (dolce,acido,amaro);
  3. L’integrità: consiste che non vi siano agenti esterni, gusti o sapori ossidati che non siano propriamente quelli dell’uva e che il sapore sia quello del frutto costitutivo.

Pinot nero Altotesino: provenienza

Il Pinot nero Altotesino è un vino la cui produzione è autorizzata solo nella provincia autonoma di Bolzano, questo vino si fregia dell’appellativo DOC (Denominazione d’origine controllata). Una zona dove viene prodotto un ottimo Pinot Nero Altotesino è sicuramente quella vicino al lago di Caldaro.

Pinot nero: caratteristiche e tonalità

Il Pinot Nero,  è un vitigno che si distingue per gli acini dalla  buccia sottile, fattore determinante della caratteristica trasparenza quando viene vinificato in rosso.

Il colore può variare di tonalità da chiare a mediamente intense, sia per la qualità delle uve che per i tempi di macerazione. Il vino giovane assume colori compresi nelle tonalità rosso rubino, con la maturazione evolvono in rosso granato raggiungendo poi tonalità rosso-aranciate molto evidenti.

Il Pinot Nero Altoatesino è sicuramente un vino che si distingue per il suo profumo, il suo sapore intenso fatto di bacche rosse e scure, chiodi di garofano e violetta.

Pinot nero: come abbinarlo?

Un vino che esprime tutto il proprio potenziale equilibrio soprattutto se abbinato a piatti a base di selvaggina o portate di agnello, arrosti, formaggi semi stagionati, oppure si può degustare con piatti etnici, come la cucina cinese.

Il Pinot Nero dell’Alto Adige è un vino avvolgente e di estrema eleganza.

Provatelo, se piace a voi piacerà anche ai vostri amici.

goulash all'ungherese

Ricetta goulash all’ungherese: scopri gli ingredienti e come prepararlo!

Ci sono migliaia di ragioni per programmare un viaggio in Ungheria. Tra le città da visitare c’è sicuramente la capitale Budapest,  la più affascinante e ricca di storia. Una delle ragioni per recarsi  a Budapest, oltre che per la  regalità di una capitale imperiale e il fascino d’oriente, è beneficiare delle tante terme che si trovano in città, lasciate in eredità dall’occupazione dell’impero Ottomano.

Certamente, molti turisti, nel loro viaggio, oltre a visitare i splenditi luoghi e beneficiare delle terme, non possono non ricordare l’ottima cucina ungherese che si distingue per i suoi sapori intensi e per la passione che gli ungheresi stessi pongono nella preparazione delle pietanze culinarie.

Tra i cibi tipici ungheresi non si possono non ricordare le zuppe, la più famosa è sicuramente la Zuppa Gulyás, detta anche “zuppa del mandriano”, nei suoi sapori piacevolmente piccanti.

Oppure un piatto di spezzatino con carne di vitello alla paprika, meglio conosciuto come Goulash. Questo piatto,  una volta piatto per semplici pastori, è  diventato espressione nazionale della cucina ungherese, grazie all’introduzione della paprika, tra il XVI e il XVII secolo, a seguito dell’occupazione Turca. Per voi di seguito vi proponiamo la ricetta originale.

Ingredienti

Gli ingredienti della ricetta del Goulash all’ungherese sono:

  • 700 g di spalla o garretto di vitello
  • 4 cucchiai di olio di girasole
  • 2 cucchiai da tè di paprika macinata
  • 1 pomodoro, 1 peperone, 2 cipolle, 2 spicchi d’aglio
  • mezzo cucchiaino da caffè di semi di finocchio macinati
  • 1 cucchiaio da tè di sale
  • 1 cucchiaio da caffè di crema di paprika piccante
  • 1,5 dl di panna acida
  • 1 cucchiaio da tè di farina

Preparazione

Per preparare il Goulash all’ungherese basta seguire questi sette semplici step! Dopo di che potrai servirlo ai tuoi ospiti 🙂

  1. Taglia la carne in piccoli tocchetti e affetta la cipolla.
  2. Riscalda l’olio in una pentola e rosola la cipolla.
  3. Aggiungi la carne e mescolala finché non sarà ben rosolata.
  4. Togli la pentola dal fuoco, aggiungi la paprika macinata, il peperone e il pomodoro tagliati a pezzi, l’aglio schiacciato, i semi di finocchio, il sale e la crema di paprika.
  5. Aggiungi 1,5 dl di acqua, metti il coperchio e cucina a fuoco moderato per 1 ora e mezza. Se è necessario, aggiungi un po d’acqua. L’importante che la carne non sembri lessa, si deve ottenere una salsa densa.
  6. A questo punto si può aggiungere allo spezzatino di vitello (Goulash) un composto di panna acida, farina e acqua fredda, che devi mescolare sul fuoco per 2/3 minuti.
  7. Se la salsa risulta troppo densa, si può diluire con un po d’acqua, o meglio, con panna da cucina. Uno dei contorni più adatti è quello di piccoli gnocchetti tipici.

Adesso che sai la ricetta del Goulash all’ungherese non ti resta che prepararlo per stupire i tuoi commensali con una delle ricette più famose di tutta l’Ungheria.

crepes suzette

Crepes Suzette ricetta originale del 1907 con mandarino e curaçao

Le crêpes, oltre ad essere uno dei simboli della cucina, sono tra il cibo più versatile in assoluto. Conosciute in tutto il mondo, le crêpes  si possono gustare dalle bancarelle con una varietà di condimenti, sia dolci che salati, tanto da diventare un marchio dello street food.

Le crêpes, simbolo della cucina francese, sono delle cialde sottili dalla consistenza soffice e dalla forma rotonda ed ogni paese ha adattato la ricetta originaria alla propria.Tra tutte, le più conosciute sono sicuramente le Crêpes Suzette.

La ricetta che vi viene proposta apparve per la prima volta nel 1907 ed era una crespella aromatizzata con curaçao e succo di mandarino.

Ricetta Crêpes Suzette originale: ingredienti

Vediamo insieme quali sono gli ingredienti principali per fare le Crêpes Suzette.

Per le Crêpes:

  • 150 g di Farina
  • 2 Uova
  • 300 ml Latte
  • 40 g di Burro
  • 1 cucchiaio di Zucchero

Per la Salsa:

  • Succo di 1 Mandarino
  • Curaçao 1 Bicchierino
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di Burro

Salsa originale delle Crêpes Suzette: preparazione

Lavorate il burro in modo che diventi cremoso, aggiungete lo zucchero e il succo del mandarino, passatelo al colino, e infine provvedete all’aggiunta del Curaçao .

Preparazione delle Crêpes Suzette

Mettete in una ciotola dai bordi alti la farina setacciata, lo zucchero semolato, un pizzico di sale e il latte. Lavorate il composto con una frusta a mano o con uno sbattitore elettrico fino a che avrà una consistenza liscia e senza grumi.

In una terrina a parte sbattete con una forchetta le uova, poi aggiungetele agli altri ingredienti e continuate a mescolare. Sciogliete il burro in un pentolino a fuoco basso e dopo averlo fatto intiepidire aggiungetelo all’impasto per le crêpes e mescolate con cura.

Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto denso senza grumi e poi copritelo con una pellicola trasparente e lasciatelo riposare per almeno un’ora in frigo.

Quando lo riprendete munitevi di una padella da crepe, piatta e con i bordi bassi, scaldatela e cuocete ruotando la padella per distribuire il composto su tutta la superficie. Cuocete su entrambi i lati. Spalmate bene la salsa sulle crêpes ripiegate in 4 per ottenere dei piccoli ventagli,  immergetele nella casseruola per farle insaporire.