torta di mele morbida

Torta di mele morbida: ricetta completa e idee gustose

La torta di mele morbida è una ricetta deliziosa che risale a diversi secoli fa. Secondo alcune fonti, la prima ricetta della torta di mele ha visto i suoi natali nel 1300 quando dopo un periodo in cui l’arte culinaria aveva visto un decadimento c’è stato un risveglio che ha anticipato un ritorno alla cucina e gastronomia nel periodo rinascimentale.

Esistono davvero tantissime ricette per preparare una torta di mele morbidissima e renderla gustosa, oltre che perfetta sia come dessert dopo pasto sia come dolce per la colazione.

Se ami i dolci alla frutta non devi assolutamente perderti la torta di mele morbida e soffice. 

Ricetta Torta di mele morbida

torta di mele morbida

La ricetta di torta di mele morbida è una ricetta perfetta per i bambini, per prendere il tea nel pomeriggio, per la domenica a pranzo o per la colazione. Insomma, la torta di mele è perfetta in ogni momento. Ma scopriamo insieme come prepararla!

Tempi di Preparazione

PreparazioneCotturaTotale

Ingredienti

  • 1kg di mele
  • 4 uova
  • 160g di zucchero
  • 1 dl di latte
  • 300g di farina per dolci
  • 20g di burro
  • 40g di zucchero a velo
  • 1 limone non trattato
  • 1 bustina di lievito per dolci -(se piace) 1 cucchiaio di cannella in polvere

Se volete preparare la torta di mele morbida senza burro, potete scegliere di sostituire il quantitativo di burro presente nella ricetta, con due cucchiai di olio di semi oppure con due vasetti di yogurt bianco.

Scopri  anche la ricetta originale della Apple Cake>>

Come preparare la torta di mele morbida

  1. Iniziate sbucciando le mele, togliendo il torsolo e affettandole sottili.
  2. Continuate poi sciogliendo la bustina di lievito in 50 ml di latte tiepido.
  3. Aprite le uova, separando albumi da tuorli e mentre mettete da parte i primi lavorate i secondi insieme a 100g di zucchero.
  4. Unite a questo composto il latte (per una torta di mele morbida vegana potete sostituire il latte di vacca con quello di soia) il lievito sciolto nel latte, la farina (setacciata) e parte della buccia del limone grattugiata. Continuate ad amalgamare bene tutto.
  5. Riprendete gli albumi e montateli a neve molto densa, unendovi un cucchiaino di zucchero e riversateli nel precedente composto, lavorando per alcuni minuti così da fondere il tutto in un solo insieme.
  6. A questo punto imburrate la teglia rotonda da 22 cm di diametro, versate sopra il composto spargendolo con cura su tutta la superficie e disponetevi sulla superficie le fette di mela.
  7. Su tutto spolverate con lo zucchero rimasto e infornate (forno caldo, circa 170°) per 30 minuti.
  8. Dopo la cottura, fate raffreddare e cospargete la torta con lo zucchero a velo e, se volete, con la cannella.

La torta morbidissima di mele una volta pronta potrà essere conservata fino a cinque giorni all’interno di una campana di vetro per dolci.

Alcune idee in più

Se vuoi puoi anche versare un primo strato nella tortiera, poi buona parte delle fette di mela, quindi ricoprire con un altro strato di composto e -dopo la cottura- decorare la superficie con le fette di mele rimaste, messe precedentemente a bagno nel limone, infine coprendo tutto con zucchero e/o cannella.

Un’altra idea, al posto della cannella è ricoprire la superficie con gocce di cioccolato per dare un tocco particolare al gusto d’insieme. Se vuoi creare una torta di mele morbidissima ancora più gustosa puoi scegliere anche di aggiungere alla ricetta un vasetto di yogurt bianco senza zucchero.

E a te piace la torta di mele morbidissima? 😀 Faccelo sapere con un commento! 

Alla prossima! 

Silvia

Burro di malga: produzione e uso in cucina per piatti sfiziosi

Una delle eccellenze dell’agricoltura italiana e dei prodotti d’alpeggio è il burro di malga. Durante la stagione estiva la montagna è popolata da pastori e vacche che brucano l’erba felici tra le malghe del bresciano e di tutte le zone che permettono la produzione di questo prodotto unico. Camminando tra le montagne uno degli odori che contraddistingue questo periodo è quello del camino. Perché è sul fuoco che emerge dalle fiamme dei camini che il pastore si dedica alla produzione dei suoi formaggi freschi o da stagionare.

Ma sopratutto, l’erba di cui si nutrono le mucche che transitano nelle malghe offre un altro prodotto prezioso: il burro il malga. Un prodotto non semplice da trovare, specie nel momento in cui non si vive nelle vicinanze del bresciano e non si ha la possibilità di raggiungere i pastori. Un prodotto unico, che grazie ad alcuni e-commerce, oggi, può raggiungere qualunque cucina.

Io ho ordinato il mio burro di malga su Bbuono.it. Prodotto con il quale ho potuto assaporare e provare alcuni dei piatti che vi proporrò anche in questa mia guida. Ma prima vediamo come viene prodotto il burro di malga.

Come viene prodotto il burro di malga

Burro di MalgaIl burro di malga deriva dalla lavorazione della panna, che nella tradizione di queste zone s’ottiene per affioramento di tipo naturale. Il latte munto la sera viene lasciato poi riposare all’interno di vasche refrigerate. Durante la notte, così, la componente grassa raggiunge in modo naturale la superficie creando un’ottimo strato di panna che galleggia sul latte.

 

La panna viene così trasferita all’interno della zangola. Lo strumento serve a sbattere la crema per indurre il processo della burrificazione. Che permette l’agglomerazione del grasso in un’unica forma e la separazione del liquido, il latticello. Dopo essere stato zangolato, il burro viene lavato con l’acqua fredda e impastato.

In questo modo si aiuta la fuoriuscita dell’eventuale latticello in eccesso, ottenendo un prodotto omogeneo. Infine, l’impasto viene messo in stampi di legno intagliati per dargli la forma del classico panetto di burro. Il burro di malga ha un sapore intenso, un profumo unico e un colorito giallognolo che lo contraddistingue da quello che si compra abitualmente nei supermercati.

Piatti da provare con il burro di malga

Come accennato, il burro di malga offre la possibilità di preparare piatti deliziosi che riprendono le tradizioni culinarie della zona in cui questo viene prodotto. Alcuni dei piatti che mi sono divertita a preparare con l’oro della montagna sono: 

Gli gnocchi di malga: una ricetta tipica della tradizione montanara. Questi sono un piatto semplice e al contempo gustoso. Il piatto risale proprio alle preparazioni culinarie dei contadini che durante l’estate, dopo aver preparato il burro e dopo una giornata di lavoro avevano bisogno di un piatto sostanzioso. La ricetta è semplicissima. Per gli gnocchi un composto di acqua e farina da miscelare con un po’ di sale, da bollire poi in acqua salata. Per il condimento burro di malga, salvia e a piacere del grana grattugiato.

Canederli con speck e burro di malga: mi sposto in trentino alto adige, per un piatto della tradizione che apprezzo particolarmente. I canederli vengono preparati con pane raffermo, formaggio, uova, sale, pepe ed erba cipollina. Dopo di ché formate delle palline vengono bollite e infine condite in padella con del burro fuso di malga e speck croccante.

Ravioli con burro di malga: infine, non possono mancare tra le ricette deliziose con questo prodotto i ravioli con il burro di malga. Io ho condito i miei ravioli con ricotta ed erbette di stagione. Dopo di ché li ho bolliti e infine fatti dorare in padella con il burro di malga e una spolverata di parmigiano.

Il burro di malga non è solo il protagonista assoluto di primi piatti deliziosi. Ma la sua consistenza e sapore si adattano anche alle preparazioni dolci come i biscotti al burro di malga (perfetti per la colazione o la merenda). Oppure per la preparazione di soffici ciambelle, per condire i pancake o per del semplice pane nero con burro e marmellata. 

Insomma, il burro di malga è una prelibatezza che chi non abita nelle zone d’alpeggio non può sfortunatamente avere la gioia di comprare ogni settimana. Ma se come me volete provare prodotti italiani nuovi e di qualità non lasciatevi fermare dalle distanze geografiche! 

E tu hai mai provato il burro di malga o un formaggio d’alpeggio?

Fammelo sapere nei commenti 🙂

Alla prossima,

Silvia

sushi

Dove provare i piatti autentici della cucina giapponese durante un viaggio in Giappone?

Sushi come volete e dove volete, ma quello autentico, col sapore vero, lo trovate solo in Giappone. Lo stesso vale per qualsiasi altra specialità, che ormai si trova ovunque nel mondo ma che conserva i sapori genuini soltanto se preparata in veri ristoranti giapponesi nelle città del Sol Levante. 

Se andrete in vacanza a Tokyo, Kyoto, Nagasaki, Osaka … andate a cercare quelle trattorie tipiche in cui servono i pasti sul fornello caldo davanti ai vostri occhi. Oppure cercate i veri ristoranti di ramen e di sushi.

Alcuni dei migliori ristoranti del quartiere di Ginza, a Tokyo, ad esempio sono specializzati in ramen. A Kobe troverete le migliori costolette di maiale, così come le crepes Issen vengono esaltate nelle cucine di Kyoto, e così via. Non resta che organizzare un tour prendendo come punti di riferimento, oltre ai monumenti, anche le più famose bontà locali.

Il fantastico Onigiri di Tsukiji

Lo Onigiri è lo street food tipico giapponese: un mucchietto di riso a forma di arancina, avvolto in una foglia di alga Nori e ripieno di pesce e verdure. Si può consumare al volo, anche in piedi, oppure nel piatto. Uno dei luoghi migliori in cui assaggiarlo è il mercato del pesce, ovunque in Giappone. Ma il mercato di Tsukiji (Tokyo) è tra i più famosi per questa specialità.

L’Okonomiyaki

La portentosa frittata gigante giapponese, a base di verdure, spezie e carne di ogni tipo – con in più l’aggiunta di uova – è uno dei piatti più appetitosi del Paese. Le sue origini sarebbero di Osaka, ma oggi i migliori ristoranti in cui potete gustarlo si trovano a Shinjuku (Tokyo) e a Kyoto. Spesso al cliente viene riservato l’onore di “rigirare la frittata” sul fornello ardente!

Oden, il piatto invernale

Nelle lunghe serate fredde del nord del Giappone nulla è meglio di un Oden (o Uden, a seconda dei dialetti regionali): uno spiedino di verdure e pesce immersi in un caldo brodo saporito. Non ha una vera “patria” questo delizioso piatto, infatti lo trovate ovunque molto ben cucinato. Il mercato coperto di Kanazawa però vanta una tradizione che lo rende tra i migliori del Giappone.

I Ramen di Ginza

ramen

I ramen – gli spaghettini di riso in brodo, arricchiti da carne o pesce, verdure, spezie e uova – sono il piatto nazionale giapponese. Viene cucinato benissimo in ogni locale del Paese ma Tokyo detiene uno dei record assoluti per questa specialità. In particolare potrete gustare questa specialità in alcuni dei migliori ristoranti del quartiere di Ginza a Tokyo. I prezzi sono un po’ cari ma non trascendentali. Se non doveste trovar posto tra i (tanti) locali di Ginza, niente paura. Anche Osaka vanta qualche ottimo locale di ramen.

Il regno del Sushi

Ovviamente non mancherà un assaggio di sushi. Quello vero, autentico, il migliore! Pesce – a volte crudo a volte al vapore – con alga Nori e salsine di accompagnamento ormai famoso in tutto il mondo e che ogni giapponese sa cucinare divinamente. Non esiste un vero e proprio locale “migliore di altri”, ma a Tokyo sicuramente la scelta è molto ampia. Vi consigliamo comunque di provare il sushi freschissimo venduto presso i mercati del pesce di ogni città.

Torretta esotica di gamberi e avocado: una ricetta sfiziosa da preparare in 10 minuti

Quando le giornate si fanno uggiose e le temperature si abbassano, non c’è niente di meglio che pensare all’estate e portare in tavola un piatto che ne racconti profumi e colori e che faccia volare l’immaginazione lontano, a quei paesi esotici e baciati dal sole dove vorremmo scappare tutti.

Per questo ti proponiamo una ricetta facile e veloce – per prepararla bastano 12 minuti – ma anche gustosa e salutare grazie al mix equilibrato di pesce -fonte di proteine, sali minerali, acidi grassi polinsaturi e omega 3- e frutta, che regala freschezza all’insieme oltre a fornire nutrienti essenziali per l’organismo.

Perfetta per il brunch della domenica o per un pranzo leggero con le amiche, la Torretta esotica di gamberi e avocado è anche un ottimo antipasto per aprire un menu a base di pesce, come potrebbe essere quello della vigilia di Natale, senza appesantire i commensali. Dunque cosa aspetti a rimboccarti le maniche?

Ingredienti per 4 persone

  • n.4 avocado Hass Battaglio
  • n.2 pompelmi rosa
  • n.40 gamberi
  • n.10 fette grandi di salmone affumicato
  • n.1 limone
  • q.b. olio extra vergine di oliva
  • q.b. sale e pepe nero
  • q.b. glassa di aceto balsamico
  • fiori eduli (facoltativo)

Procedimento

  1. Per prima cosa prepara gli ingredienti: taglia gli avocado a fette non troppo sottili e irrorale con il succo di limone per preservarne il colore; pelare al vivo i pompelmi rosa e tagliali a fette di circa 3 mm, pulisci igamberi e adagiare sul piano di lavoro le fette di salmone.
  2. Spadella i gamberi a fiamma vivace in una padella antiaderente unta con pochissimo olio; aggiungi un pizzico di sale e pepe e tagliali a metà nel senso della lunghezza, ad eccezione di 4 che dovranno avere anche la testa e che dovrai tenere da parte per la decorazione dei piatti.
  3. Componi i singoli piatti alternando gli ingredienti a strati: prima le fette di avocado, poi il salmone, le fette di pompelmo rosa e i gamberi, sino a terminarli tutti.
  4. Condisci con sale, pepe, un filo d’olio e.v.o. e qualche goccia di glassa di aceto balsamico; termina la decorazione con i gamberi interi e qualche fiore, se li gradisci, e porta subito in tavola.

Avocado in pillole

Dal sito Avocado and Friends è possibile reperire tutte le informazioni su questo gustoso frutto. L’avocado è il frutto di una pianta originaria del Centro America che poi è stata diffusa in altre aree tropicali.

Ne esistono, quindi, molteplici varietà, anche se la più pregiata è la Hass, coltivata prevalentemente in Perù, Messico e Cile: ha le dimensioni di una pera e la buccia rugosa di color verde scuro che diventa marrone-nera a maturazione.

La polpa ha una consistenza burrosa e un sapore delicato -con aroma e retrogusto nocciolati- ed è estremamente ricca dal dal punto di vista organolettico: è, infatti, un’eccellente fonte di fibre alimentari e di vitamine B5 e B6, apporta un buon contenuto di vitamine K, E, C, di potassio e di altri minerali come ferro, rame, magnesio e manganese.

La maggior parte dell’energia (160 kcal ogni 100 grammi) deriva dai grassi monoinsaturi –acidi oleico e palmitoleico– e polinsaturi omega-6, come l’acido linoleico, che contiene; mentre il basso contenuto di zucchero lo rende un alimento versatile in cucina, tanto per la preparazione di piatti dolci che salati.

Come tagliare l’avocado

Con un coltello grande, taglia a metà l’avocado per il senso della lunghezza. Prendi il frutto tra le mani e ruota con decisione le due metà del frutto finché non senti che si sono staccate dal nocciolo. Rimuovi il nocciolo infilzandolo delicatamente con un coltello per poi estrarlo, oppure scavando tutto intorno con un cucchiaio.

Taglia l’avocado a cubetti: incidi la polpa in verticale e poi in orizzontale, quindi con un cucchiaio scava nella polpa per liberare i cubetti dalla buccia.

Se, invece, preferisci affettarlo, posiziona ciascuna metà con la parte convessa verso l’alto e procedi con un coltello ben affilato, sempre nel senso della lunghezza.

brownies ricetta originale

Brownies ricetta originale americana. Un dolce al cioccolato che conquista tutti!

I brownies al cioccolato sono una ricetta semplice da realizzare ma sopratutto ideale per grandi e bambini. Insomma, tutti adorano questi quadratini al cioccolato morbidi con una superficie leggermente croccante.

I brownies sono una ricetta tipica americana, preparata spesso però anche in altre nazioni come l’Inghilterra, la preparazione non richiede più di 20 minuti, e poi basta una mezz’oretta per la cottura.

Quindi in meno di un’ora avrai preparato i brownies americani, ideali per deliziare il palato della tua famiglia o dei tuoi ospiti. Oppure per fare un salto negli Stati Uniti, e ricordare la loro bontà e fragranza!

Cosa e dove mangiare a Roma: alla scoperta di locali e piatti gustosi

Roma non è solo la capitale della nostra amatissima patria, ma è anche una città dove è possibile trovare locali che offrono il meglio della ristorazione italiana. Certo trovarli non è semplice, se non si è pratici della città, si rischia di finire in una trappola per turisti, situazione non particolarmente entusiasmante, specie se si desidera davvero mangiare bene.

Ma cosa si può mangiare a Roma? Naturalmente la città offre ogni tipo di cucina da quella romana DOC con piatti come l’amatriciana e la carbonara, sino a superbe pizze napoletane o romane, non mancano poi i locali che ti danno la possibilità di mangiare asiatico, cinese, marocchino, o di assaggiare la famosa cucina ebraico-romanesca.

Viaggio nella cucina Thai con ricette autentiche da nord a sud

La Thailandia è famosa nel mondo per la sua cucina appetitosa. L’essenza del cibo tailandese consiste nell’equilibrio cioè raggiungere la perfetta armonia tra dolce, acido, piccante e salato. Pungenti erbe fresche, come la citronella e il galangal, attenuano le spezie più forti, mentre le salse sono temperate con zuccheri e compensate da elementi con acidità, come il limone ed il lime.

Invece di essere servito in più portate, un pasto tailandese viene presentato tutto in una volta, in modo che gli ospiti possano godere il mix di sapori contrastanti.

Il riso è parte integrante di ogni pasto; tale è il ruolo che la sua coltivazione ha avuto sullo sviluppo del paese che un pasto tailandese senza riso è impensabile. In genere sul tavolo ci saranno anche le zuppe, un paio di curry e alcuni contorni. Con la bella varietà di frutti tropicali disponibili in Thailandia, la frutta è molto popolare per il dessert, ma c’è anche una grande varietà di dolci tailandesi colorati.

tipi di aceto

Tipi di aceto: tutto quello non sapevate! I segreti del condimento

Il primo che ha assaggiato questo condimento sicuramente avrà pensato, disperato, di aver rovinato un ottimo vino. Quel liquido aspro, acido, terribile in gola non poteva essere niente di buono…invece aveva appena regalato al mondo l’aceto. La trasformazione chimica data dall’azione dei batteri Acetobacter Gram-negativi sul vino, sul succo di mele, sulla birra, sul riso e sul miele produce sì un liquido in apparenza sgradevole ma utilissimo e, per chi se ne intende, anche “saporito”.

Per ottenere l’aceto bisogna aggiungere la massa gelatinosa batterica detta “madre” al liquido che si vuole “inacidire”. Questo, viene poi filtrato e ripulito dai residui per essere consegnato, puro, alle nostre tavole allo scopo di dar sapore e quel guizzo in più a insalate, carni, pasta e salse!

Dire “aceto” è riduttivo. Infatti, in Italia esistono delle leggi emanate nel 1965 e nel 2006, per stabilire quanti e quali liquidi fossero degni di questo nome. In realtà esistono vari tipi di aceto, alcuni del tutto sconosciuti anche a chi ama la cucina. Ma quanti tipi di aceto esistono precisamente? Scopriamolo insieme!

Tipi di Aceto: quali sono i più utilizzati in Italia?

tipi di aceto

Noi, conosciamo e usiamo, tutti l’aceto di vino bianco o rosso, che si fa fermentare in contenitori di legno. Molto utilizzato anche l’aceto di mele, derivato dalla fermentazione acida del mosto di mele o del sidro. Nel tempo all’aceto di mele sono state affibbiate anche diverse proprietà benefiche. Acqua e aceto di mele, bevuti la mattina infatti, sembrerebbero accelerare il metabolismo e migliorare le funzioni dell’intestino.

Tra i tipi di aceto più famosi in Italia c’è l’aceto balsamico. Questo tipo di aceto deriva dal mosto di vino, ma per ottenerlo vengono eseguiti procedimenti diversi, rispetto a quello di vino. La lavorazione dell’aceto balsamico prevede una cottura a fuoco diretto, quando il composto è ancora ricco di zuccheri e poi avviene una lenta evaporazione all’interno delle botti aperte.

Il risultato è quella densità che nessun altro aceto possiede e quel gusto di fatto meno aggressivo che si può adattare anche ai dolci o a piatti molto delicati. Tra i vari tipi di aceto balsamico, il più pregiato è l’Aceto Balsamico di Modena DOP, un prodotto di origine controllata protetta e tra i più esportati nel mondo. L’aceto balsamico di Modena è pregiato e alcune bottiglie possono costare anche 50 euro al litro!

Tipi di Aceto: dal gusto esotico

Oltre all’aceto di mele esiste anche quello realizzato con le pere che derivato dalla fermentazione di questi frutti e cambia sapore in base al tipo di pera utilizzata.

Tra i tipi di aceto più antichi c’è quello realizzato dal miele. Forse oggi, non lo conosciamo e apprezziamo, ma nel medioevo quando l’idromele (la bevanda derivata dal miele) andava per la maggiore, l’aceto derivato dal miele era tra i migliori sul mercato.

Infine, un aceto molto amato in Cina e in Giappone e ormai frequentemente utilizzato anche in Italia, è l’aceto di riso. L’aceto di riso, si utilizza per aromatizzare innumerevoli piatti della cucina cinese, come gli involtini primavera o il maiale in agrodolce. In Giappone, l’aceto di riso è necessario per preparare il riso per il sushi, gli urumaki e tutte le altre preparazioni a base di riso sia dolci sia salate.

  • Scopri l’aceto di riso, ideale per il sushi e per i tuoi piatti di cucina orientale 😀

Infine, per chi assapora piatti di classe e a base di caviale e champagne, è abituato a condire tali prelibatezze con il Sopraffino. Quest’aceto è ricavato dall’invecchiamento del mosto crudo di uve pregiate, come quelle del Cabernet Sauvignon, Raboso e Merlot!

Altri tipi di Aceto elenco: scopriamoli tutti!

Dopo avervi citato tra i più importanti e conosciuti tipi di Aceto, ecco quelli meno noti ma comunque ideali per condire in modo unico i propri piatti!

Aceto di birra o malto: quest’aceto viene realizzato grazie al maltaggio che permette la trasformazione dell’amido in maltosio. Quando si ottiene il maltosio, entra in atto la fermentazione della birra, che poi viene fatta invecchiare sino a quando non si ottiene l’aceto.

Aceto di cocco: questo lo s’impiega principalmente nella cucina Indiana e asiatica. Questo aceto è leggermente meno fluido e più setoso di quello normale e viene prodotto dalla linfa contenuta nella palma da cocco.

Aceto al frutto della passione: questo è conosciuto per la sua consistenza densa e per il sapore fruttato che dà un sentore agrodolce ai piatti che si condiscono.

Aceto di canna: questo è prodotto attraverso il succo che fuoriesce dalle canne da zucchero e viene molto utilizzato negli States, in Francia e principalmente nelle Filippine.

Infine, un tipo di aceto molto usato nella cucina mediorientale, principe tra i condimenti della cucina Turca è certamente quello all’uva passa. Questo si distingue dagli altri per le sue note aromatiche e al contempo dolci.

Infine, per chi cerca un sapore particolare, esistono anche gli aceti aromatizzati ai frutti di bosco, all’origano e al timo!

Speriamo che tu abbia trovato interessante questo piccolo excursus tra i vari tipi di aceto presenti nel mondo 🙂 Lascia un commento e facci sapere quale tipi di aceto hai già provato e quale vorresti assaggiare!

Alla prossima! 🙂

come-conservare -le-castagne

Come cucinare le castagne e conservarle a lungo

Sono il frutto della stagione, buone e allettanti…le castagne. Chi di noi non le desidera, almeno un po’? Crude, arrostite nel pentolone, oppure bollite, essiccate e trasformate in un delizioso dolce. Oggi, impariamo a cucinare le castagne e a conservarle nel modo migliore perché durino, magari, per tutto l’autunno. I segreti per cuocere e conservare le castagne, risalgono in tempi antichi, metodi contadini tramandati nei secoli e ancora efficaci. Scopriamo insieme come conservare le castagne e come cuocerle! 

Un viaggio eno-gastronomico alla scoperta di Roma e della sua cucina

Scoprire una città non vuol dire solo camminare tra le sue vie, guardare i suoi monumenti e le sue peculiarità artistiche e architettoniche, ma anche addentrarsi nella sua cultura e storia. Per riuscire a vivere appieno la cultura di un posto devi andare anche alla scoperta della sua cucina!

Se stai organizzando un viaggio a Roma quindi non ti devi soffermare alla bellezza del suo Colosseo, ma per fare un’esperienza completa devi scoprire anche i piatti tipici della cucina romana, ma anche le novità proposte dal panorama eno-gastronomico di Roma.

Certo andare da soli a mangiare tra i locali romani però non ti aiuta a fare un percorso gastronomico d’eccellenza, perché i locali sono così tanti che senza una guida è impossibile scoprire le migliori proposte culinarie.

Per fare un vero viaggio gastronomico, autentico e coinvolgente e soprattutto fuori dai tradizionali tracciati turistici, ti consiglio di optare per un tour gastronomico a Roma. In città, ci sono diversi tour, ma se vuoi fare un’esperienza autentica oltre che divertente puoi optare per i tour proposti da insideat.eu. Ma quali sono le sue principali proposte? Scopriamolo insieme!

Tour gastronomico a piedi a Roma Trastevere e Campo dei Fiori

Il tour gastronomico di Insindeat è molto interessante perché non ti porta solo alla scoperta di preparazioni culinarie uniche, ma anche di alcuni dei quartieri più interessanti di Roma, che non tutti i turisti conoscono o raggiungono durante il loro soggiorno in città. Uno dei quartieri del tour gastronomico a piedi è Trastevere.

Questo è un quartiere originale e caratteristico che presenta un’atmosfera che potrebbe definire bohémien che si è contraddistinto per essere una zona del popolo e della classe operaia. In questa zone si trovano diverse birrerie artigianali, negozi d’artigianato, trattorie innovative ma anche tradizionali, in Piazza di San Callisto e in Piazza Santa Maria in Trastevere invece c’è un interessante punto di ritrovo specie per i giovani.

Campo de’ Fiori è un’altra delle zone che si possono scoprire con questo tour gastronomico, la zona è molto famosa per i suoi ritrovi notturni, ma anche per la presenza di tantissimi pub e locali. Inoltre, la sua piazza è molto popolare per il tradizionale e vivace mercato.

Il tour gastronomico che attraversa le strade di queste zone pittoresche, ti permetterà di immergerti in uno stile di vita romano davvero autentico e alla scoperta di cibo, vino, ma anche storia e arte, ma anche dolci di pregio di varie regioni italiane. Il tour inizia proprio con la degustazione di un dolce e di un espresso in una delle zone più belle della città. Man mano che si prosegue il tour sarà possibile gustare vini romani, ma anche toscani d’abbinare a salumi e formaggi biologici.

E poi durante questo tour potrai fare un’esperienza unica, assaggiando la vera pizza romana, fine e croccante prodotta da un forno locale. In questo modo è possibile addentrarsi appieno nel cuore della cucina romana e delle sue tradizioni, nel tour potrai inoltre assaggiare anche la bontà della palla di riso fritto alla romana.

Infine al ristorante si potrà scoprire la bontà di un primo piatto tipico e di vino rosso locale, per completare il tour non mancherà il gelato gourmet. Il tour può essere effettuato al mattino tra le 10:30 e le 14:30 o il pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00.

Tour Eno-Gastronomico nei dintorni del Vaticano

Un altro tour proposto da insideat.com è quello organizzato nei dintorni del Vaticano. Il quartiere del Vaticano è molto bello e autentico, è possibile scoprire scorci unici e in lontananza osserva la cupola di San Pietro e passeggiare vicino a Castel Sant’Angelo. Durante questo tour gastronomico è possibile scoprire alcune delle prelibatezze della cucina romana, ma anche eccellenze italiane con i suoi prodotti DOC e DOP.

Il tour parte dalle mura vaticane dove è possibile godere di una tradizionale colazione accompagnata da un ottimo espresso. Man mano camminando per la città si raggiunge il mercato alimentare in un’atmosfera che incanta tutti coloro che partecipano e dove è possibile assaggiare diversi prodotti italiani come frutta e verdura fresca, mozzarella di bufala campana, parmigiano stagionato, aceti balsamici, salumi, prosciutti, formaggi biologici e tartufi.

Al ristorante, su una bellissima terrazza è possibile trovare un ristorante molto accogliente dove si può assaporare un primo tipico della cucina romana e vino locale. Infine, il tour si concluderà con un gelato artigianale. Il tour dura quattro ore e si può seguire al mattino dalle 10 alle 14.00 oppure su richiesta anche nell’orario pomeridiano tra le 16:00 e le 20:00.

Adesso che conosci questi tour gustosi pensati per scoprire la bontà dei piatti tipici romani e di alcune eccellenze italiane, non puoi assolutamente perderteli durante un viaggio a Roma.

Alla prossima,

Silvia